POESIE

 

PER ALICE CHE SI SPOSA

 

Mia scontrosa, mia feroce colomba

Qualche parola in questo giorno strano

Di lacrime, di baci, di allegria,

Questo giorno di nervi, di rimorsi.

La tua teatrale madre che ti teme,

Che sbaglia le misure dell’amore

Come ha sbagliato il suo vestito nuovo,

Vuole, vorrebbe, avrebbe voluto

Per una volta almeno non mancare

L’appuntamento con te, con il tuo cuore.

Ma è sempre (luogo comune, luogo di

Verità) troppo presto o troppo tardi.

Accetta allora un dono di speranza:

Mia selvatica rosa, sii felice.

 

 

I   DONI

 

Anche dopo di noi, dentro un cassetto,

Nata da sé sulla pietra paesina

Vivrà, quieta nel buio, una marina.

Sugli scaffali delle nostre case,

Troppo in alto per mano importuna,

Un calmo sonno dormiranno i libri

Che ci donammo se il cortese tarlo

Risparmierà le pagine segnate

Da cauti ghirigori per noi soli

Leggibili, godibili, goduti.   

 

 

DOPO 

 

Non ci sei più e il cielo appare vuoto

Il sole è stanco di far capriole

La luna ha le sue cose e le maree

Impazzite ricoprono la terra.

Le stelle hanno scoperto con terrore

Leggendo un libro di fantascienza

Che moriranno spente oppur bruciate.

La festa del solstizio è rimandata,

Di quella prima nessuno più parla.

Soltanto noi restiamo a ricordarla.

 

 

GATTA ALLA METASTASIO

 

La mano sulla zampa

la zampa sulla mano

a lungo noi restiamo

sdraiate sul sofà.

Io leggo qualche libro,

tu schiacci un pisolino

se sei troppo vicino

ti dico: vai più in là.

Se il telefono suona

lo lasciamo suonare

non potrà continuare

tutta l’eternità.

Io non ho più la voce

miagoli tu soltanto

non rompete l’incanto

di chi sta bene qua.

 

 

ARITMETICA ELEMENTARE

 

Qualche volta il mio ingombrante io

senza volerlo inciampa sopra il tuo.

Qualche altra è il tuo io che urta il mio:

non lo fa apposta ma il dolore è uguale.

Beneducati, si chiedono scusa:

desolati che legge di natura

non permetta mai al due d’essere uno.