Note biografiche

Nata il 31 maggio del 1936 (da Maria D’Alberton e Dino Vighy, importante figura intellettuale della città), Cesarina Vighy consegue la maturità classica presso il Liceo Marco Polo di Venezia.

Ancora giovanissima, diventa una piccola stella del Teatro Universitario di Ca’ Foscari con il quale partecipa a diverse tournée in giro per l’Europa.

Successivamente si iscrive alla facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Padova ma già alla fine degli anni Cinquanta decide di trasferirsi a Roma dove si laurea in Epigrafia latina con una tesi sulla condizione dell’attore in epoca romana.

Nel 1982, già stabilitasi nel quartiere di Trastevere con il marito Giancarlo e la figlia Alice, dopo un periodo di attività per il Ministero per i Beni Culturali, comincia a lavorare per la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea nello storico Palazzo Mattei di Giove, in cui resta fino alla pensione.

Nel 2009, all’età di settantatré anni e già gravemente malata di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), esordisce con L’ultima estate, un romanzo dai forti spunti autobiografici, che vince il Premio Campiello opera prima, il Premio Cesare De Lollis, e si impone nella cinquina del Premio Strega.

Muore nel maggio del 2010, due giorni dopo l’uscita del suo secondo libro, Scendo. Buon proseguimento, un addio in forma epistolare costruito con un corpus di mail spedite realmente a familiari e amici.

 

Nei suoi due libri, Cesarina Vighy ha affrontato la malattia con coraggio ma anche grande ironia trasformando un argomento da sempre considerato urticante in materia di riflessione allargata. Il racconto in prima persona del romanzo così come le mail raccolte in Scendo. Buon proseguimento costituiscono una testimonianza diretta di come sia possibile mantenersi integri nonostante un male invalidante come la SLA. L’opera dell’autrice rappresenta un altissimo esempio di resistenza al dolore di indubbio valore morale, letterario e spirituale.

 

 

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